Ci sono delle strategie che possono aiutare i bambini nello sviluppo di questa competenza: prima di tutto la predisposizione dell’ambiente.

Maria Montessori descriveva l’adulto come il custode dell’ambiente, colui che si occupa di offrire al bambino un ambiente attraente, adatto al suo grado di sviluppo, rispecchiante i suoi interessi e dove il bambino possa trovare risposte alle sue richieste di crescita. Ogni cosa presente nell’ambiente deve avere un perché, uno scopo preciso. Ciò che non serve non deve esserci.

Ecco che l’adulto, sia esso genitore o maestro, deve curare l’ambiente di vita del bambino considerando che il materiale con cui il bambino lavora è il cibo della sua mente. I criteri di allestimento della cameretta dovrebbero essere: scelgo, propongo, o adatto ciò che già c’è, perché sia utile, bello e interessante.

Fare meglio con meno…

Spesso le camerate dei bambini sono troppo dense di materiale, questa condizione di saturazione non facilita il riordino, anzi. E’ importante perciò liberare lo spazio da tutto ciò che non serve, non è adeguato all’età e agli interessi dei bambini o, in questo preciso momento, non è attraente.

La prima azione da fare è scegliere:

  1. diminuire la mole di materiale: poche macchinine, ridurre il numero delle costruzioni, il numero di libri, di pupazzi, di bambole che invece di essere sempre tutti presenti, possano ruotare;
  2. togliere dall’ambiente ciò che è rotto, rovinato, senza pile o mancante di parti;
  3. disporre a vista ciò che al bambino in questo preciso momento del suo sviluppo interessa, riponendo in un armadio chiuso ciò che non piace, è troppo semplice o ancora troppo complesso (e quindi non interessante);
  4. spesso si è sommersi dai regali, ma non tutto ciò che si riceve deve essere posto nell’ambiente del bambino. Potremmo adottare la regola che per ogni cosa che introduco nello spazio, ne tolgo un’altra;
  5. il materiale può ruotare: elimino un gioco che poi, a distanza di qualche mese o settimana, reinserisco;
  6. scegliere un posto preciso per ogni cosa. Questo spazio deve essere fisso, a portata di mano e adeguato perché il bambino sappia sempre dove trovarlo e dove riporlo;
  7. disporre le attività o i giochi a vista. Se il bambino deve rovesciare uno scatolone per trovare l’oggetto desiderato, o spostare materiale per raggiungere ciò che vuole, è facile che poi non riesca e non voglia riordinare tutta la mole di materiale rovesciata o spostata. Se il bambino desidera la macchinina rossa deve poter trovarla solo cercandola con lo sguardo per poi saper esattamente riporla dove l’ha presa. Riordinare una macchina è molto più semplice che riordinare un intero scatolone di oggetti;
  8. allestire ciascuna attività all’interno di un contenitore così che il bambino abbia uno spazio delimitato dentro in quale ci sia tutto l’occorrente per svolgere una certa attività. Ad esempio per l’attività del disegno prendo una bella scatola dentro la quale metto: qualche foglio, un contenitore con una decina di matite colorate, un temperino, una gomma. Così il bambino, quando decide di disegnare, può prendere la scatola (che è dotata di tutto l’occorrente) svolgere l’attività e riporre poi il poco materiale impiegato all’interno del contenitore.
  9. Dare l’esempio

    I bambini piccoli hanno bisogno di vederci riordinare continuamente. Quando giochiamo insieme ad un bimbo di poco più di anno, mostriamogli un  materiale scelto dall’ambiente, lasciamo che lo manipoli fino a quando il suo interesse non sia esaurito e poi mostriamo dove il materiale deve essere riposto (riponendolo noi stessi) prima di passare ad un’altra attività.

    In questo modo il bambino si abitua al riordino, riconoscendolo come fase conclusiva dell’attività stessa.

    Collaborare al riordino

    Ad un certo punto dello sviluppo, solitamente intorno ai 24 mesi, il bambino può iniziare ad aiutarci in questa fase di riordino del materiale. Dopo aver lavorato insieme possiamo chiedere la collaborazione del bambino nel riordino degli oggetti impiegati, riordinando con lui.

    Questo supporto al riordino è fondamentale perché il bambino non viva con frustrazione questa fase importantissima, ma come un passaggio necessario per procedere alla scelta di una nuova attività. Se lasciamo che l’ambiente si saturi di oggetti in disordine, richiedere la partecipazione al riordino diventa estremamente difficile. Se, invece, per ogni materiale preso ci si occupa anche del suo riordino, diventa un compito accessibile.

    Pretendere il riordino

    Se i passaggi precedenti sono stati condotti con calma, pazienza e amore, trasmettendo al bambino il valore del riordino, ovvero come arricchimento dell’esperienze condotte, come cura del materiale impiegato e dell’ambiente dei vita, è facile che il bambino sia abituato al riordino, che non lo faccia per dovere e con fatica ma che sia per lui un’azione abituale e scontata e che la camera in disordine sia un’eccezione e non la regola.

    La camera del bambino in disordine deve farmi porre delle domande: l’ambiente che gli sto offrendo è adatto al suo grado di sviluppo? Ai suoi interessi? Come posso rendere l’ambiente più facilmente accessibile e quindi riordinatile? Ho trasmesso al mio bambino il perché è importante riordinare, qual è il valore del riordino? Da queste domande può partire la mia azione educativa.

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